Un audit SEO tecnico è il punto di partenza obbligatorio per qualsiasi strategia di posizionamento Google seria. Eppure la maggior parte delle PMI italiane non ne ha mai fatto uno completo — o peggio, si è affidata a report automatici che elencano problemi senza risolverli. In questo articolo vediamo quali strumenti vengono usati davvero in un servizio SEO professionale, cosa analizzano e perché la differenza tra un tool e un servizio attivo è enorme.
Il primo passo di ogni audit SEO tecnico è la scansione completa del sito, esattamente come la farebbe Googlebot. Gli strumenti più usati in ambito professionale sono Screaming Frog SEO Spider e Sitebulb. Permettono di rilevare in pochi minuti:
Il crawling da solo non basta: i dati vanno interpretati e trasformati in azioni concrete. Un tool ti mostra 300 errori. Un servizio SEO attivo li risolve direttamente sul tuo sito.
Nessun audit SEO è completo senza i dati proprietari di Google. Google Search Console è fondamentale per analizzare:
Integrata con Google Analytics 4, permette di capire quali pagine portano traffico organico reale e quali sono invisibili nonostante siano indicizzate. Questa analisi è essenziale per la SEO per PMI e per gli e-commerce che devono capire dove stanno perdendo opportunità di vendita.
Dal 2021 i Core Web Vitals sono un fattore di ranking ufficiale. Gli strumenti usati per misurarli sono:
Le metriche chiave sono LCP (Largest Contentful Paint), INP (Interaction to Next Paint) e CLS (Cumulative Layout Shift). Un sito WordPress mal configurato può avere un LCP superiore a 4 secondi: questo penalizza sia il ranking che il tasso di conversione. L'ottimizzazione motori di ricerca passa inevitabilmente dalla velocità.
Il profilo di link in entrata è uno dei fattori di ranking più potenti. Per analizzarlo si usano strumenti come Ahrefs, Semrush o Majestic. L'audit dei backlink permette di identificare:
In Fertilyze, l'analisi dei backlink è parte integrante dell'audit iniziale e viene aggiornata periodicamente per monitorare l'evoluzione dell'autorità del dominio nel tempo.
Un audit SEO tecnico non riguarda solo il codice: include anche l'analisi dei contenuti esistenti. Si valutano:
Per i siti WordPress e per gli e-commerce, questi problemi sono spesso sistematici: centinaia di pagine prodotto con descrizioni duplicate, categorie senza contenuto, tag che generano pagine inutili. Identificarli è solo il primo passo — risolverli richiede un intervento diretto sul sito.
Un audit completo andrebbe fatto almeno una volta all'anno, ma in un servizio SEO attivo il monitoraggio è continuo. Alcune verifiche — come crawling, Core Web Vitals e Search Console — vengono eseguite mensilmente o dopo ogni aggiornamento significativo del sito.
No. Gli strumenti automatici generano report, ma non interpretano il contesto del business né intervengono per risolvere i problemi. La differenza tra un tool e un servizio professionale è esattamente questa: chi agisce sui dati.
Dipende dalla situazione di partenza. In genere, le correzioni tecniche (errori di crawling, redirect, velocità) producono effetti visibili sul traffico organico entro 4-8 settimane. Il posizionamento su keyword competitive richiede tempi più lunghi.
Assolutamente sì. Per il posizionamento locale, l'audit include anche la verifica del profilo Google Business, la coerenza delle citazioni NAP (Nome, Indirizzo, Telefono) e l'ottimizzazione delle pagine locali del sito.
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