Google Images rappresenta il 20-25% di tutte le ricerche su Google. Per settori visivi (moda, arredamento, food, viaggi, architettura), la percentuale è ancora più alta. Eppure la maggior parte dei siti ignora completamente l'ottimizzazione delle immagini. I competitor hanno foto bellissime ma con nomi file tipo "IMG_3847.jpg" e alt text vuoto. Ottimizzare le immagini è un'opportunità a bassa competizione e alto rendimento.
WebP offre qualità equivalente a JPEG con file 25-35% più piccoli. AVIF è ancora più compresso ma il supporto browser è in crescita. Implementa: WebP come formato principale con fallback JPEG per browser vecchi. Usa il tag picture con source per servire il formato migliore automaticamente.
Non servire la stessa immagine 2000px su mobile e desktop. Usa srcset per offrire dimensioni diverse in base allo schermo. Su mobile serve un'immagine 400px, su desktop 1200px. Questo riduce il tempo di caricamento su mobile senza sacrificare la qualità su desktop.
Alt text descrittivo con keyword (ma naturale, non spam). Testo circostante l'immagine coerente con il contenuto dell'immagine. Caption quando appropriato. Nome file descrittivo. Schema ImageObject per immagini importanti. Contesto della pagina: un'immagine su una pagina con contenuto rilevante si posiziona meglio della stessa immagine su una pagina generica. Google usa tutti questi segnali per capire cosa mostra l'immagine.
Se implementato correttamente no. Usa loading="lazy" nativo del browser. Non applicare lazy loading alla prima immagine above the fold (che è probabilmente l'LCP element). Google supporta il lazy loading nativo e indicizza correttamente le immagini caricate in modo differito. Fertilyze verifica l'ottimizzazione di ogni immagine del sito e stima il traffico potenziale da Google Images.
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